sabato, luglio 28, 2007

Paolino!!

Si, lui, l'originale.
Paolino Settebellezze.
Beh, da dove iniziare...ma si, da quando mi convinse che avere in casa un drappo rosso di circa tre metri per due a cui inchiodare (nel vero senso della parola) una vera falce ed un vero martello, fosse una buona idea.
Un moderato.
Paolino è stato semplicemente la punta di diamante di noi giovani maschi peninsulari migrati a Padova...andare in giro con lui (dio, quanto sono andato in giro con lui...) era come ostentare un fiore in un alveare...perdipiù alla facoltà di psicologia (in cui la questione di genere è leggermente sbilanciata sul femminile..). Bello, Terruncello (l'uomo del sud non passa mai di moda..) e con il suo fisico asciutto e sportivo (per quel che ho visto io, ha fatto flessioni una sola volta nella vita...per compiacere un doganiere svizzero che cercava chissacosa..).
Ma non è di questo che si deve parlare...preferisco ricordarlo come il più adorabile faccia da tolla che abbia incontrato, capace di contrattare ingressi nei locali, piaceri a chiunque, passaggi a chicchessia...insomma lui chiedeva (con quel sorriso e la barba incolta dei due giorni) e la risposta era (credetemi, a volte insospettabilmente!!) sempre si!
La bellezza e la simpatia di un Jack Lemmon, associata alla paraculaggine di Walter Matthau, difficile chiedere di più.
e poi la politica...l'unico capace di essere assessore di Brindisi (Assessore...ancora oggi mi suona surreale dirlo) per il tempo di un caffè (lungo)...insomma allo stile della sinistra radicale..e pronto a denunciare le malefatte del sindaco che, dopo due anni, è stato arrestato.
Grazie anche (a me piace pensarlo) al prodigo intervento che operò quel sacramento di SuperPaolino!
Ora, con in tasca la fidelity card di Convolation, mi confessa (ero su un treno diretto a Bolzano, lo ricordo ancora perchè non potei prenderlo per il culo abbastanza, sapete come sono lì....come dire...educati e silenziosi!!) che anche lui si sposerà con Raffaella.............in chiesa!!
Geniale.
Paolino è semplicemente fondamentale.
E chiunque lo conosca veramente, lo sa.
Die

Pablo!!

La vittoria più bella.
Si, ok, la laurea, la coppa l'anno scorso, la prima Terapia conclusa (come terapeuta, insomma, sull'altra seggiola..).
Boiate.
La vittoria più bella è aver convinto Pablo ad essere con noi per la "Baldoria".
Non è stato facile..ma (come la maggior parte di voi sanno) quando mi metto in testa qualcosa divento ostinato, tachente, scassaballe. Finchè non strappo il sì.
In questo caso giunto via sms un pomeriggio...bello.
Non è stato facile perchè Pablo oggi vive a Quebec City..insomma uno che ha bisogno di sentir le persone vicine!
Uomo di scienza (il primo di noi a laurearsi, e col max punteggio, il primo a puntare alla seconda laurea dopo esser passato per il S Raffaele), uomo di mondo (parte da Lecco, nome significativo, e poi vive la sua vita quì e là: Ginevra, Barcellona forse, Parigi, Montreal. ), uomo notturno (innu merevoli le scorribande molto alccoliche in quel di Padova), uomo che russa.
Ovviamente una persona del suo calibro viaggia in duo: non ho ancora capito chi sia la spalla di chi, in ogni caso da qualche anno fa coppia (a distanza) con Ulio.
Credo che il legame di sangue sia nato quando qualche anno fa hanno rischiato la pellaccia affrontando il K2 in espadrillas partendo di pomeriggio (cambiate i riferimenti ma la sostanza dell'approccio ad una gita in montagna fu su per giù quello).
Salvi per miracolo, si sono trasformati in Batman e Robin, Stanlio e Olio, ma forse ancor più in due dei Brutos, ora si scambiano affetti (anche infetti, visto il bucolico bagno che hanno fatto nel Ticino la settimana scorsa..).
Pablo è semplicemente una delle persone più inquiete che conosca (anche se lui fa sempre l'indiffo), però a guardare il suo percorso di vita mi sento legittimato ad esserlo anch'io.
in buona sostanza, mi ha insegnato che ci si può alleare con la propria irrequietezza (muscolare, umorale, di pensiero) e può addirittura diventare un qualcosa di molto utile nella vita!!
Die

mercoledì, luglio 25, 2007

Lo Stanga!!

Prima o poi doveva accadere.
Inconsciamente rimandavo la sua presentazione...stasera prendo il coraggio a due mani..
quattro, via.
Lo Stanga è diventato papà.
Questa fino a tre mesi fa sarebbe stata la battuta più bella da fare durante una festa.
Ora lo Stanga ha Filippo, che si occupa di lui.
Lia si era stufata.
Lo Stanga è lo Stanga (praticamente un aggettivo, da cui infatti, "stanghesco"), è un essere mitologico, un essere umano...un essere.
Siamo cresciuti assieme, è forse la persona che mi ha insegnato di più l'attaccamento verso l'amicizia..noi siamo stati, siamo e saremo i suoi Amici. Nessun altro. Ed è bello a vedersi.
e' l'uomo che ha frequentato in lungo ed in largo ogni tipo di dipendenza, che si è iscritto per un paio d'anni alle università credo col "metodo random", che alla cena di classe di quinta liceo, completamente sbronzo (strano, non gli capita mai), ci ha provato con la prof di scienze (la donna più brutta del pianeta), che ha affrontato una volante della polizia in piena notte con su gli occhiali da sole a scacchi bianchi e neri ("volete una multa o una segnalazione in questura?" chiese con la cortesia tipica il poliziotto..."Dipende da quant'è la multa!"... e comunicata la somma allo Stanga, il gendarme si sentì da questo rispondere "Ciula!! Molto meglio la segnalazione!!").
E' l'unico di noi ad aver fatto il militare, ed è quello con meno disciplina.
E' uno spasso.
E' Lo Stanga.

Orso!!

Orso...Orso...beh, ragazzi..Orso!
Orso l'ho conosciuto circa 20 anni fa, quando nell'appartamento che era di mia nonna (e in cui io ho passato molte ore, ricordo le "Pannine" che mi regalava nei momenti particolari..), dopo la sua scomparsa, è arrivata una famiglia numerosa numerosa (calcolate che mia nonna era sola e silenziosa...questo fu l'effetto su me bambino..) che mi incuriosì.
Ebbene, io ero un bambino di quelli simpatici (almeno, a scuola facevo divertire tutti..) ma estremamente timido (almeno così pensavo prima di conoscere Orso)...e non trovavo il coraggio di...insomma farmi avanti.
Ebbene, mia madre non è mai stata timida.
E dai e dai...a suon di "ma vai giù, dai il benvenuto, digli che se vogliono giocare con te..."
Presi il coraggio a sei mani (non saprete mai quante ne ho..) e scesi gli scalini (mi sentivo forte quel tardo pomeriggio, niente ascensore) fino al piano di sotto.
Suonai.
Due...due..persone che poi diverranno fondamentali (Andrea e Paola, fratello e sorella di Francesco..cioè Orso) mi aprono la porta un pò spauriti e mi guardano coi loro occhioni...io perdo subito la mia sicurezza e mentre ripeto paro paro le frasi di mia madre ("Se volete giocare...") vedo spuntare alle loro spalle qualcosa di uguale a loro ma parecchio più grande (corpo grande, testa grande, occhioni grandi..). Era Orso.
Da quel giorno, siamo stati molto vicini, e direi che le nostre vite son cresciute molto vicine (un paio di metri in linea d'aria..). Scuola assieme (era in uno dei quattro banchi in una classe composta da file di banchi da tre: Io, il nonno, lui e lo Stanga..), serate assieme, vacanze assieme..io andavo pure in vacanza con la sua family...che si completa con Papà Alberto e (per me, seconda) Mamma Grazia (se non erro anche una vacanza in cui si viaggiava regolarmente in macchina in 6...).
(Quasi) sempre assieme, vicini.
E anche quando andavamo lontani (io a Padova e lui a Pavia), si ritornava l'uno all'altro.
Poi, eterno scapolo (oggi prende in giro altri scapoloni novaresi, ma non si può dire che fosse un Don Giovanni..), un giorno mi parla di una ragazza. Una ragazza? Sul serio? No dai...
E invece si. Clara. Andalusa. Dio mio, la vita di Orso è cambiata radicalmente...forse lì è sbocciata...ora è davvero felice (Clara è una delle persone più curiose, divertenti e sorprendenti che conosca!). Solo che vive Lontano (beh, un buon regista l'avrebbe fatto, questo colpo di scena..)...parecchio. A Granada!
E' dura, inutile negarlo.
Però ora i momenti assieme hanno un senso diverso, sono pochi, sono all'inizio strani, ma sono intimi. Chi conosce Orso rimarrà basito da quest'ultima affermazione, diciamo che non è uno che si apre molto (anzi spesso si nasconde dietro ad un cinismo strano...ma solo quando è in difficoltà..), eppure in questi ultimi incontri c'è un'intimità tutta nostra.
Che, a pensarci, è la stessa di sempre, solo che da vicino non la vedevo.
Die

Ambrogino (Congolation)!!

Lui, a dire il vero non ci sarà, almeno fisicamente.
Già, è partito in queste ore per il Congo. Perchè ultimamente lui è un pò così, parte.
E puoi trovarlo all'aeroporto di Addis Abeba che si guarda sul pc un film di Woody Allen, a Londra ad addormentarsi sugli autobus di notte (Era lui quello del messaggio anonimo! L'abbiamo scoperto!), a Pieve di Soligo (sua città natale) o a Novara, come l'altra sera...
in arrivo direttamente da Londra ci ha raccontato...le sue scelte (belle), le speranze (molte), le certezze (poche).
Insomma, uno di noi.
Solo che lui va a cercarsi qualcosa in Africa. La cosa bella è che, essendo uno che non si perde in retorica, dice di andar là per cercare un lavoro ("si, meglio se si può dare una mano"). Che uomo.
Da sempre così, fin da quando un giorno (tramite Michi, eterna riconoscenza..) entrò in un appartamento padovano (e nel mio cuore, per diversità...era diverso da tutti gli amici che avevo scelto lungo la strada fino a quel punto...ma con lui riuscivo a far bene le tre cose fondamentali: ragionare, ridere, festeggiare!) per una convivenza davvero speciale. Poi, a turbare l'idillio, giunse lo Stanga (con cui Ambro condivise pure la stanza...ne è uscito vivo ma ne porta ancora i segni) in una fase particolarmente molesta della sua vita...e dopo quell'anno (guarda caso) ci mandarono via da quella casa (ne andammo via assieme, of course, per finire nella casa degli "orrori")...ma questa è un'altra storia!
Per capire lo spessore della persona, è l'autore della felice espressione (riferita ad una ragazza che, a suo dire, se la tirava in maniera ingiustificata): "Se tiri un calcio ad un cespuglio, ne vengono fuori cinque di tipe così".
Maestro di vita, senza retorica.
Die

domenica, luglio 22, 2007

Casa Almodovar!

E' arrivato il momento di aprirvi le porte di "Casa Almodovar"! Dovete sapere che un pò di anni fa nella splendente città di Padova esisteva un appartamento composto da tre stanze da letto (una con bagno), uno spazioso ed accogliente salone, una piccola cucina con angolo cottura e un bagno che ospitava una "famiglia speciale"!
Tutto questo appartamento (ex studio dentistico) aveva una bizzarra moquette a scacchi verdi blu e gialli (se ricordo bene!), l'arredamento era qualcosa di strano e parlava di qualcosa o di qualcuno, un pezzettino di storia della "famiglia speciale"!
...iniziamo dalla stanza da letto occupata dalla sottoscritta e condivisa con Giorgia e Liviana... è già questa stanza ospitava tre donne... e quindi aveva in sè tre diverse identità! Diciamo che l'angolo di Giorgia era caldo, accogliente e colorato... aveva un pannello di canne di bambù che delimitava lo spazio della nostra sorridente Amica, aveva foto di "cari e di care" accanto al letto... uno dei letti meno usati della casa visto che Giorgia era Sempre l'ultima a coricarsi... infatti amava le feste, la compagnia, le chiacchiere notturne. Aveva sempre le braccia aperte verso tutti e tutto!!! E un senso del pudore molto diverso dal mio e un pò diverso da quello di Liviana... infatti Giorgia si spogliava sempre di fronte a noi due e io "guardavo sempre dall'altra parte", Liviana rideva e Giorgia ora afferma di non avermi mai vista in mutande e reggiseno!!! E' già! Il senso del pudore di famiglia Garosi contro il senso del pudore di famiglia Gallotta!
L'angolo Liviana invece appariva semplice e rustico, con poche pretese e dava sempre l'impressione di precarietà, come se Liviana con i suoi mille sacchettini "da profuga" fosse sempre pronta a partire per altri Lidi! Anche Liviana amava le chiacchiere notturne ma non quelle festaiole, bensì quelle intime, da stanza da letto, dove i racconti assomigliano ai sogni e le cose dette restano lì... custodite dalle pareti mute!
Poi c'era il mio angolo... chissà forse le mie compagne potrebbero descriverle meglio di me! E spero che lo faranno, in ogni caso ci provo anche io: il mio angolo era mordibo (i letti, con grande sconcerto di mia madre consistevano in materassi a terra) in inverno il piumone caldo e colorato invitava a sedersi, a prendersi un attimo di tregua tra studio, spritz, parole e confusione! Ricordiamo tutti i passi non proprio felpati di Mauro al ritorno da nottate agitate!
Mauro viveva nella stanza accanto al bagno... veramente essenziale, ma a suo modo elegante... piena di libri vecchi e nuovi, di fotografie appiccicate all'armadio e stampe colorate alle parete... Mauro era (e forse è) un inquieto... voleva provare tutto! Ricordo a questo proposito quando una mattina a colazione con me e Zrinka (ospite presso Casa Almodovar, nel periodo pre-laurea) ha chiesto di bere il latte dicendo: "Io il latte non lo tollero tanto! Ma vedendovi mi è venuta voglia di berlo!"... detto fatto... dopo appena 5 minuti dall'assunzione, con grande sbalordimento di Zrinka e grande mia ilarità, Mauro era già sul lavello dell'angolo cottura a "sboccare!!!". (SCUSA Mauro! Ma dovevo troppo raccontarlo!!!).
Mauro era famoso in famiglia per la sua generosità... ospitava tutti quelli che ne avevano bisogno e non solo li ospitava, li amava! Uno degli ospiti più eminenti, che più di un ospite era un fratello che viveva lontano (Bruxelles) e che appena poteva rientrava in famiglia era Andrea... un meraviglioso ricercatore! E' si, sempre in cerca di una spiegazione meglio se scientificamente confermabile! Che arrivando portava con sè una valigia di doni per tutti... portava racconti, ricette esotiche imparate altrove, vivacità ed ironia... ricordiamo i bigliettini d'amore firmati Mauro Bianchi, lasciati nelle camera con bagno (purtroppo senza vista!) dell'aitante Lorenzo idolo di tutte le donne, ragazze jesolane che oltre alla bellezza aveva (ed HA!) tanta tenerezza e curiosità, l'unico forestiero! Visto che tutti gli altri si conoscevano già prima di andare a vivere insieme in Via Liberi n° 6... ma che è riuscito a fare breccia nei cuori di tutti con discrezione, quando rientrava in casa dopo una giornata di studio gridando: "UEEE comunisti di merda! Ci siete!" e la sera: "UEE ci facciamo un bel porro!!!"... il suo regno era la cucina che divideva a fatica con Mauro... e tutti quando vedevano loro ai fornelli sapevano che la cena sarebbe stata saporita... vedevano meno di buon occhio me e Liviana, quando ci approssimavamo ai fornelli!!! ... e poi c'era la stanza che accoglieva Debora... ricca, curata, bella, piena di tutto ciò che mancava nelle altre stanze! La stanza conciliava il sonno e questo spiega il letargo prolungato di Debora... che dormiva, dormiva... ma quando si alzava era una festa per tutti... perchè nessuno era capace come lei di raccontare quello che sognava, quello che faceva, quello che leggeva... riusciva ad inchiodarmi sulla sedia tanto i suoi racconti erano preziosi! Debora allegra=ilarità a non finire! Debora triste=momento profondo di riflessione collettiva!
Questi erano i membri della mia "famiglia speciale" quella che dopo l'uscita dalla famiglia d'origine e prima del matrimonio ho scelto!!!
Grazie. Virna
P.S.: nella prima foto potete ammirare Mauro, foto a sinistra Giorgia durante il gioco di "nascondino" e a sinistra Andrea in momento regressivo!
Per problemi tecnici nel prossimo post compariranno i restanti membri, non meno importanti dei primi!

Casa Almodovar 2!

P.S.: Ecco Lorenzo! Giudicate voi! Liviana al riposo! Debora ritratta in un momento Topico!

venerdì, luglio 20, 2007

Simon!!

Certo.
Simon, il domani. Oggi.
Di Michi & Dani, mio, nostro.
Dovete sapere che Simon non è un bambino qualsiasi, intanto è molto bello (e qui costanti nubi si addensano sulla figura del Pertu, il padre..), è molto sveglio (Un paraculo, dicono i genitori) e parla già 2 lingue (il nonno, poco sopra, fa fatica a farsi capire dal giornalaio sotto casa). Insomma, ha preso molto (dai, non tutto) dal suo padrino. Il piccolo padre (quello di scorta) sono io. Dovete sapere che Il Pertu e la Dani (gli articoli servono a rinforzare..) me l'hanno comunicato una sera a casa loro, mangiando raclette (credo si chiami così). Io, incurante del contesto come dire, rilassato, me la son presa a cuore, questa cosa del padrino...attirandomi un misto di curiosità e ironia da molti..."Ma guarda che è una cosa formale...", "Non devi fare niente.."...Bla Bla Bla..voglio dire:
Io il Pertu lo conosco da quando avevamo...boh, diciamo 5, 6 anni...quando cioè giocavamo in un campo di calcio a Ronzone (non so se avete presente le dimensioni di un campo da calcio e quelle di un bambino di quell'età...a ripensare a quei pomeriggi mi sento un Kenyota che si allena per la maratona!!) e correvamo, correvamo. Ricordo l'odore dell'erba, dei sassolini (era pur sempre il campo da calcio di Ronzone), della porta, delle sbucciature di ginocchi, della fontanella da cui bevevamo dopo (o durante, nessuno si accorgeva se un pallino tra i venti si assentava un attimo dall'immenso campo) le partite...ore con la bocca a succhiare l'acqua da quel pezzo di ferro (quella sensazione di berla ancora prima che fosse scesa!).
Poi, persi un attimo di vista (lui non c'ha mai visto bene..) ci siamo ritrovati all'università, con credo 5 anni di convivenza...sostanzialmente a turno uno riportava a casa l'altro ubriaco...e tra l'altro ci siamo pure laureati!!
Per capirci: lui sarà l'unico testimone non Novarese.
Poi, una sera. A Ronzone (luogo galeotto per definizione). A casa mia due ragazze che non avevo mai conosciuto (precisiamo, c'era un pò di gente...); il Pertu si assenta (a portare a casa qualcuno) e una delle due mi interpella in quanto storico conoscitore del Nostro Eroe e mi pone una domanda precisa, netta: "Io potrei essere il tipo di Michele? Secondo te, ho speranze?". Fino a quel punto, lo giuro a tutti voi, non avevo mai guardato Michele come un tipo appetibile (e meno male, dirà qualcuno!). La domanda mi colpì, ma mi piacque l'intraprendenza della nostra Eroina. Io farfugliai qualcosa e circa due giorni dopo organizzai un randez vous al lago di Fondo (altro luogo mitico) per farli stare da soli...scena grottesca: Io e Marta a cercare di staccarli sul giro veloce del lago e loro che ci stavano sempre attaccati...noi accelleravamo e loro dietro, noi rallentavamo e loro pure.
Scoprimmo che si erano già parlati nel pomeriggio e tutto era già deciso.
Quella ragazza era Daniela. Lì è cominciata la loro storia d'amore.
Daniela, per chi non la conosce, è quella che quando è felice di vederti te lo fa capire con gli occhi, il sorriso, la voce, i capelli, con tutto.
La sua gioia, è una Gioia.
Amo farmi abbracciare da lei dopo un pò che non ci vediamo.
Qualche anno dopo, una telefonata serale (eravamo ancora nell'altra casa) e Michi mi dice "sai inizierò a lavorare anche lì...in fondo a breve avremo bisogno di più soldi...(silenzio beffardo e emozionato...a cui io beffardo e incredulo non rispondo...) la famiglia si allargherà!!!!!!!!!"
Simon. E le vite delle persone cambiano.

sabato, luglio 14, 2007

Il Prandin!!

Andrea. Prandin.
Una Burrasca d'uomo.
Uno dei miei uomini preferiti.
Già, perchè a me piacciono gli uomini che sanno emozionarsi. Lui lo fa e gli piace, parecchio.
E infatti è l'amico a cui mando sms quando sono in giro in bici per le campagne e il mondo mi appare (niente Lsd, sono frazioni di vita, niente più) come un orologio perfetto in cui valga la pena sorridere senza difese, oppure quando parlando di notte con altri amici mi accorgo di quanta poesia ci possa essere in un tavolaccio di legno inzuppato di vino rosso.
O quando nella mia vita ho avuto momenti molto dolorosi.
Io scrivo, lui mi risponde.
E rilancia.
A qualsiasi ora, splendide escalation!
E' colui che mi ha spiegato, mimandolo, come affronto il mondo (denti in vista e mani dietro la schiena...), che mi ha fatto conoscere tanta tanta tanta musica (sfida continua), autore di alcune frasi culto ("ma noi è anni che lavoriamo così" si narra che gli abbia detto un'operatrice sociale durante un equipe per rispondere ad alcuni appunti da lui mossi, "Si vede che sono anni che lavorate male". Geniale. Oppure dell'invito ad un gruppo di lavoro un pò ingessato..."Dovete mollare un pò gli sfinteri!"), è colui che ha incontrato l'Amore e l'ha riconosciuto (Laura, e ora è in arrivo Agata, è uno di quelli a cui Dicembre dev'essere apparso un mese monotono..), oppure che come bomboniera del matrimonio ha regalato a tutti un libro di 850 pagine di Amore e Resistenza (un libro che parla di tutti Noi).
Diavolo e acqua santa (indiavolata).
Canaglia dolcissima e irriverente, in guerra sarebbe uno di quelli che muovendosi nei mari va a piazzare mine sotto le navi del nemico: ed è quello che fa anche nella vita, il genio guastatore (e anche in questo ci si assomiglia non poco..).
Però è onesto, e le mine le piazza anche sotto il suo, di culo.
A volte riesce a disinnescarsele, a volte meno.
E ripartono gli sms.
P.S. Lui, nella foto di destra, è quello che fa le foto dall'altare. E' il giorno del suo matrimonio.

venerdì, luglio 06, 2007

...The Granfa!!

Minchia, il Nonno. Spingo dita incredule. Incredule che si possa (schiacciando dei tasti) tentare di descrivere Gianluca (perchè alcuni di voi neanche sanno il vero nome..). Per tutti. Il Nonno. Beh, da dove iniziare..lui è un maestro. E lo sa. Siamo cresciuti (cresciuti?!?) assieme: compagni di banco, compagni di sogni e cineforum, compagni di innumerevoli sabati sera padani, compagni di merende, soprattutto. E' l'inventore (già, perchè lui le cose le inventa, non è di quelli che ripete le battute degli altri) di una serie innumerevole di...di...cazzialità, neologismo che sta ad indicare un mix tra cazzate e genialità...e qui vi inviterei...sono troppe, impossibile ricordarle e raccontarle (perchè anche l'uso della mimica è fondamentale..) però provateci...voi a quale siete più affezionati? Vi dico solo che dopo circa un anno di latenza (sarà estivo?) è tornato ad indicare con le dita quando uno "è scemo"...avete presente? Parla con te e indica un'altra persona con un dito e poi fa quell'impercettibile movimento di tutte le dita della mano...e ride (già, gli piace ridere anche da solo..ma gli capita di rado..)!! Ed ancora: è lui il creatore di quasi tutti i soprannomi che girano tra noi: dei Novaresi ma non solo (di solito gli bastano poche ore in compagnia per creare...cito in ordine sparso alcuni tra i tanti...Fagiano (Yortz), Palesta (Emi), Il Finnico (Orso), Automatic for the drugs (ancora Yortz?), Il Bandana (Giorgia?), Il Principe delle droghe (Paolino!!), Flemma (Gaggy), Mrs Morrall (Virna, anche risoprannominata "La Woolf della Bassa"), Il Cenere (Giorgino), Il Porchetta (il sottoscritto), Il Flanella e Antracite (ma chi erano?), Il Parrucca e CatarroToupè, Grigio Pirla, Inesistenza, Il merda (Già, Paolino..), Scavato inside (Andrea).....

Fin qui il Nonno che tutti (diciamo i più fortunati) conoscono, poi ce n'è un altro...che si schiude pian piano (ma si richiude ciclicamente, una specie di splendida pianta grassa) e che soprende, spiazza, addolcisce. E' quello che di punto in bianco ti fa una domanda serissima (importante) e ti guarda finchè non gli rispondi, che ha un'etica che neanche Nietzsche, che è così educato da vomitare in un coffeshop di Amsterdam (e fin qui..)...ma in un posacenere, è quello che (ne sono certo) se avessi bisogno si farebbe in quattro per me, è quello che ai nostri matrimoni (Stanga e Orso) ha sempre mal di pancia (lui dice che prende freddo, la realtà è che si emoziona....ma non lo capisce...). "Un pozzo che fissa il cielo", già...probabilmente Pessoa aveva in mente qualcosa di simile al Nonno. A voi.

mercoledì, luglio 04, 2007

Ladies and Gentleman...

Bene, diamo inizio alle danze. E con la musica che parte al centro della sala da ballo compare la prima figura che voglio presentarvi (il protagonista mi ha chiamato ieri dalla "Germagna" e quindi...). Le luci sono ancora soffuse (nella sala) ma lo saranno ancora per poco, perchè con passo leggiadro, sicuro e ben piantato si intravede un naso che ha l'effetto di una stella polare, un'attaccatura di capelli studiata dalla Yamaha, due polpacci larghi come le cosce di uno qualsiasi tra noi (meglio se sovrappeso..), e un cuore enorme, mai visto. E' Ulio. Già, Ulio.
Come descriverlo a chi non lo conosce? Ma chi non lo conosce, anche solo di fama? O fame? Già, perchè Ulio è colui che nella presentazione di sè nel nickname di Skype mette la ricetta dei bucatini alla Matriciana (maledetta nostalgia per il Bel Paese..guradate anche la foto, scattata l'ultima volta che siamo stati a Herremberg, aveva voglia di... qualche ricordo degli amici!!), è quello dei rapporti genuinamente irriverenti con le forze dell'ordine (dalle guardie forestali sui colli padovani in fiamme per una grigliata, fino ai gendarmi svizzeri di Davos, quando il Nostro come un moderno Udinì, si liberò delle manette di plastica messegli pocanzi...).
Ulio è una persona che riesce a creare situazioni surreali, ecco.
Diciamo che è un mix tra Bertrand Russell e Bracardi (quello che suonava il piano da Costanzo...un suo idolo..).
Potrei raccontarvi (o potreste, visto che l'idea dietro alle presentazioni di Luglio è che poi chi vuole può "cantare" della persona presentata..volendo un coro..) tante tante cose...tanti anni a Padova (anche una convivenza uscita dalla cronaca per entrare nel mito) e anche dopo...
....di docce staccate dal muro per annaffiare persone che ballavano (che, naturalmente, non conosceva, visto che eravamo ad una festa a casa di sconosciuti), delle sue sangrie corrette, di Bille e dell'Amore, delle scelte della sua vita (tante, importanti e fatte così, come le fa lui..facendo un pò l'indiffo), della storica gara tra i sosia di Cocciante e Dalla da lui organizzata (sempre ad una festa e sempre chissà a casa di chi...e ancora carabinieri..), di Alce Nero e Charlie Brown (i suoi riferimenti etici), di MirkoBuso e le piscine notturne (e ancora...).
Non si è mai ispirato a Bukowski, è stato lui ad ispirarsi ad Ulio. Giuro.
E' lui. E ora Philippo, con Bille. In pista si intravedono già altre ombre, pronte a scatenarsi.
A voi.
Die